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La Traversata del Fammera

Scritto da Marco Tarantino.

L'imponenza del Fammera

L’imponenza del Fammera

La traversata del Fammera è probabilmente una delle escursioni più avventurose ed impegnative della catena aurunca: dislivello marcato, elevata pendenza, tratti esposti, notevole spettacolarità. Senz’altro, la pericolosità di questa escursione si accompagna di pari passo al tasso di divertimento che assicura, soprattutto per coloro ai quali piace sperimentare questo ulteriore aspetto della wilderness aurunca. L’altro lato della medaglia (che fa aumentare i rischi per la sicurezza a discapito proprio della godibilità dell’itinerario) è rappresentato dalla scarsissima manutenzione in cui versa il sentiero 914 del CAI, che dalla pineta di Selvacava sale deciso verso la sella del Fammera e Valle Gaetano: interi tratti appaiono anzi come totalmente abbandonati, con grave rischio per l’incolumità dell’escursionista, costretto in maniera ricorrente a procedere praticamente “a tentoni”.

Lago Vivo e Grotta dello Schievo

Scritto da Marco Tarantino.

La conca di Lago Vivo

La conca di Lago Vivo

Questa escursione permette di raggiungere Lago Vivo e di ammirare la suggestiva Grotta dello Schievo. Attraverso il Sentiero K3 infatti, il cammino procede per la Val Porcile, in cui scorre il Rio Torto, di cui si incontrano le sorgenti; successivamente, discostandosi lungo una variante, si ammirano delle splendide cascate; proseguendo, si incontra la Grotta dello Schievo, da cui pure sgorga una bellissima cataratta. Ovviamente, la spettacolarità del percorso dipende molto dalla stagione in cui viene effettuato il cammino: in primavera, dopo lo scioglimento delle nevi, il torrente romba di acqua e le cascate sono ricche e meravigliose; nella stagione secca il ruscello potrebbe essere privo di acqua, sebbene la foresta attraversata dal sentiero sia di per sé un elemento di indubbia bellezza ed attrazione. Il percorso è lungo e a tratti impegnativo, ma presenta numerosi elementi di spettacolarità. La difficoltà è aumentata dalla presenza di tratti relativamente lunghi su sentieri non segnati.

Da Campo Catino a Peschio delle Ciavole

Scritto da Marco Tarantino.

Campo Catino è una delle stazioni sciistiche più importanti del Lazio, ma anche un’importante base per escursioni sui Monti Ernici, dato lo snodo di sentieri che si diparte da qui attraverso l’altopiano e che permette di raggiungere varie vette, alcune delle quali molto panoramiche, senza neanche sobbarcarsi dislivelli esagerati.

Con la neve il paesaggio è incantato e, man mano che ci si allontana dalla confusione della stazione sciistica, ci si può sbizzarrire combinando vari sentieri e vari scenari, cosa che è permessa dal fondo reso uniforme dal manto nevoso.

Sella di Prato Piano

Scritto da Marco Tarantino.

Ci aspettavamo un po’ più di neve nella salita che ci ha portati a Sella di Prato Piano, ma lo spettacolo è stato comunque meraviglioso: i pianori che si stendono sopra Prati di Mezzo rappresentano un vero e proprio spettacolo della natura, in qualsiasi stagione, e con qualsiasi colore, sia il verde dei prati in primavera, sia l’ocra dell’erba secca in estate, o il bianco invernale.

La digressione “alla ricerca della neve” ci ha portato a sviluppare un escursione con partenza dai 1430 m di Prati di Mezzo fino ai 1810 circa di Sella di Prato Piano, per un dislivello di quasi 400 m. Si è svolto un semi-anello con ritorno attraverso la Piana di Fonte Fredda e di Fonte della Regina, e poi la Forestella con rientro a Prati di Mezzo: un totale di 8 km per circa 4 ore, 4 1/2 di cammino.

Monte Marcolano

Scritto da Marco Tarantino.

La salita a Monte Marcolano dal Passo del Diavolo (e dall’omonimo Rifugio) si svolge su comodo sentiero attraverso alcuni dei tipici scenari del Parco Nazionale d’Abruzzo: da una radura di media quota, e successivamente attraverso una fitta, bellissima faggeta, si raggiunge una meravigliosa balconata di cresta da cui è possibile ammirare le catene montuose a cavallo di tre regioni a 360°.

Dapprima su comoda sterrata e ampio sentiero, successivamente su traccia evidente (sia nella foresta che in cresta), il cammino non presenta mai difficoltà particolari, tanto da renderlo accessibile praticamente a tutti, purché animati di un pizzico di curiosità e voglia di mettersi in gioco. Dal Rifugio si inizia su evidente sterrata sul Sentiero T1 del Parco. Successivamente, al bivio con il T4 si imbocca quest’ultimo, fin sulla cresta, quando il sentiero diviene l’R4.

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