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Atargatis è un’associazione culturale volontaria, di tutela ambientale ed escursionismo.

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Brochure 2020

Mappa Itinerari

La cresta del Porrara

Scritto da Marco Tarantino.

La cresta del Porrara è situata sulla propaggine meridionale della Majella, per un percorso spettacolare che si svolge in gran parte oltre quota 2000 m; lo scenario è molto vario, alternando boschi di faggio, radure e (in parte della discesa) il bosco rado. Tuttavia, l’elemento principale è dato dal lungo passaggio sul crinale e dalla sua bellissima veduta (per la verità, chi scrive non ha potuto ammirare nulla su uno dei due lati per la presenza della nebbia durante tutta l’escursione; ma il gioco delle nuvole ha costituito un altro motivo di spettacolarità).

Il percorso inizia sul piazzale asfaltato della Stazione di Palena, in corrispondenza del Valico della Forchetta, quota 1266 m slm. Dalla stazione si segue per un breve tratto la strada che si dirige a Campo di Giove, costeggiando, sempre per un breve tratto, la ferrovia. Dopo poco si incontra l’inizio del sentiero del Parco Nazionale della Majella, l’”SP”, che si dirige immediatamente in salita attraverso la faggeta. Una decina di minuti e il bosco si apre, alternando tratti di vegetazione a radure che si spalancano verso l’altopiano da cui si è partiti, Quarto di S. Chiara, da cui ha origine il torrente Aventino.

Il Vallone Lacerno

Scritto da Marco Tarantino.

Il Vallone Lacerno è uno stupendo canyon sul versante laziale dei Monti Marsicani, appena al di fuori dei confini del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, sulle alture del paese di Campoli Appennino. Si tratta di wilderness pura là dove meno te lo aspetti, per una discesa spettacolare che, se il livello dell’acqua lo permette, porta fino ad una meravigliosa cascata nel profondo della gola, detta “Cuccetto del Demonio”.

Dato l’ambiente particolare, è innanzitutto necessario evitare le stagioni più piovose o, comunque i periodi o i momenti in cui il torrente potrebbe avere una portata d’acqua tale da rendere impossibile o pericolosa l’escursione.

Monte Gemma

Scritto da Marco Tarantino.

L’itinerario che sale a Monte Gemma da Santa Serena offre una bellissima panoramica dei vari ambienti che caratterizzano i Monti Lepini: l’escursione è infatti molto varia e capace di fornire diversi motivi di interesse. Dal pianoro carsico di Pian della Croce, più conosciuto come Santa Serena, il cammino si inerpica subito dopo nella faggeta, per poi continuare in salita attraverso paesaggi pietrosi, che alternano tratti boscosi ad altri più brulli. Proseguendo con vari saliscendi si percorre la cresta di Monte Salerio e si raggiunge Monte Gemma; il ritorno avviene ad anello scendendo in maniera decisa per il bosco e ricongiungendosi con la strada che raggiunge Pian della Croce.

L’itinerario inizia dalla Fonte di Santa Serena, a circa 1090 m slm, raggiungibile attraverso strada asfaltata dal paese di Supino: da qui si percorre il sentiero n. 23; la discesa avviene attraverso il sentiero n. 22.

La Via Cava di San Giuseppe

Scritto da Marco Tarantino.

La Via Cava di San Giuseppe rappresenta un bellissimo viaggio in un’epoca misteriosa attraverso un ambiente insolito, come può essere quello di un “canyon artificiale”. Questa via cava fa parte di una vera e propria rete di moltissimi altri tracciati del genere presenti in Toscana meridionale. Se è chiaro che la prima costruzione di questi sentieri, interamente scavati a mano nel relativamente tenero tufo, avvenne ad opera degli Etruschi, meno chiari sono i motivi per cui sarebbero stati realizzati: chi dice che si tratti di semplici vie di comunicazione tra i centri abitati; chi invece sostiene che implichino motivi di carattere religioso e devozionale. L’atto dello scavare avrebbe favorito il culto della Madre Terra e avvicinato agli antenati defunti.

Passo dei Monaci e Pratolungo

Scritto da Marco Tarantino.

L’escursione a Passo dei Monaci da Prati di Mezzo dell’Associazione Atargatis e del Gruppo Escursionisti Roccaseccani si sviluppa lungo la direttrice dell’itinerario N1 del Parco Nazionale d’Abruzzo, attraverso il Vallone della Meta; trattandosi in questo caso di un’Escursione in Ambiente Innevato, l’innevamento stesso ha permesso delle variazioni rispetto alla traccia del percorso. Parimenti, la presenza di neve ha consentito il fuori sentiero con cui, in ciaspole, si sono raggiunte le “Terrazze di Pratolungo” su quella che altrimenti sarebbe stata una pietraia impraticabile; da là, seguendo la vallata di Pratolungo, si è ridiscesi all’incrocio tra il sentiero N1 e l’N3. Quindi, sempre seguendo l’N1 si è raggiunto nuovamente Prati di Mezzo per il termine dell’escursione.

Il dislivello totale è di circa 555 metri, percorribili in 5-6 ore, considerando le soste e l’andatura. L’innevamento e la presenza di fuori sentiero consigliano fortemente la presenza di guide o di escursionisti esperti che possano accompagnare il gruppo; l’escursione viene altresì effettuata con l’opportuno equipaggiamento (ciaspole ed eventualmente ramponi).

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